Saluto di commiato del Direttore generale Diego Cipriani

Nel lasciare, dopo due anni, l'incarico di Direttore generale dell'Ufficio nazionale per il Servizio Civile desidero salutare tutti gli operatori del servizio civile nazionale.

Lo faccio con commozione, ricordando tutti i bei ricordi di questa esperienza. Anzitutto le migliaia di volti di ragazze e ragazzi incontrati in tante parti d'Italia nelle loro attività di servizio civile. Di essi mi ha sempre particolarmente colpito l'entusiasmo genuino e la consapevolezza di stare vivendo un'esperienza importante per sé e per gli altri. Di fronte ai mali della nostra società e alle nubi che spesso non ci permettono di guardare con serenità al futuro, il fatto che tanti giovani si spendano in solidarietà è il più rincuorante messaggio di speranza. E una lezione per noi adulti.

Un saluto particolare lo rivolgo alle centinaia di volontari che svolgono il servizio civile all'estero, ricordando che l'immagine dell'Italia che costruisce la pace e la solidarietà tra i popoli è anche nelle loro mani.

Ai tanti responsabili degli enti, nei diversi ruoli che essi ricoprono all'interno del complesso sistema del servizio civile nazionale, va la mia sincera riconoscenza per quanto fanno in quest'opera difficile, ma esaltante, di lavorare con e per i giovani.

A quanti lavorano, all'interno delle Regioni e delle Province autonome, per favorire lo sviluppo equilibrato e capillare del servizio civile, va il mio incoraggiamento perché, pur nelle diversità geografiche e sociali del nostro Paese, non si perda l'unicità e unitarietà di un'esperienza che è e deve restare "nazionale".

Al personale dell'Ufficio nazionale per il servizio civile va il mio sincero ringraziamento per il continuo e silenzioso operato per il buon andamento della "macchina" amministrativa che consente al sistema del servizio civile nazionale di ben funzionare.

A tutti l'augurio che il servizio civile nazionale, riconosciuto ormai come istituzione della Repubblica, possa crescere in qualità e far crescere, così, il nostro Paese.

Roma, 20 giugno 2008

                                                                                                          Diego Cipriani

Data ultimo aggiornamento: 24/07/2014
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